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Nella foto: da sinistra Mr. Dom Einhorn e Mr. Jean Vignon, CEO e CFO di UNIQORN

Un caffè virtuale con il dott. Jean Vignon, CFO di Uniqorn, incubatore e acceleratore di start up.

Come anticipato nel precedente articolo oggi ci trasferiamo virtualmente in Francia per prendere un caffè virtuale con un imprenditore di successo. Il D.L. Rilancio (D.L.19/05/2020, n.34) ha dato spazio alle start up innovative, prevedendo all’art.38 lo stanziamento di 10 milioni di euro per la concessione  di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto finalizzate all’acquisizione di
servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative. Inoltre, sono assegnate risorse aggiuntive pari a 200 milioni di euro per l’anno 2020 al Fondo di sostegno al venture capital.

Le start up innovative possono essere la vera risorsa di un mercato maturo, possono costituire, passateci il termine, la ventata d’aria fresca che può dare vitalità nuova all’ambiente in cui operano le società già consolidate che necessitano di cavalcare l’onda dell’innovazione per operare all’interno del mercato con prodotti sempre nuovi o percepiti tali e per rispondere alle esigenze di consumatori e imprese. Inoltre, esse costituiscono il link irrinunciabile per collegare lo sviluppo tecnologico ormai lanciato ad una velocità mai registrata nell’intera storia dell’umanità, con l’insieme delle imprese che attraverso tali innovazioni possono aumentare il proprio business e consentire all’umanità intera di progredire in un’ottica di sviluppo inclusivo e sostenibile. Infine, il settore biomedico e della ricerca avanzata del settore necessitano di tecnologie in grado di raccogliere energie e soluzioni innovative vista la stretta necessità di dare risposte efficaci in un periodo di grave incertezza.

Attraverso il dott. Jean Vignon, co-founder di Uniqorn,  incubatore di start up d’oltralpe, che opera a livello internazionale, vogliamo comprendere un pò di più la realtà che stiamo vivendo e magari provando a cogliere opportunità inaspettate in uno scenario che, oggi, sembra inospitale.

RALIAN:  Dott. Vignon, lei è  Chief Financial Officer nella società UNIQORN. Di cosa si occupa la sua società e quali sono i suoi obiettivi?

Dott. Vignon: Buongiorno, sono  cofondatore e CFO di UNIQORN.
UNIQORN è il più grande incubatore-acceleratore rurale del suo genere al mondo. Situato nella Francia sud-occidentale (Sarlat-la-Canéda), la sua missione è quella di ridare la vita agli imprenditori e alle loro famiglie aiutandoli a costruire start-up tecnologiche che invertano la tendenza. Le start-up con idee commerciali che passano la fase del proof of concept (POC) sono dotate di un ecosistema completo per il successo, con accesso diretto a fonti di finanziamento garantite, rappresentanza legale e contabile di prim’ordine, accesso agli incentivi aziendali più favorevoli al mondo e, soprattutto, un acceleratore di vendite e marketing dedicato che metterà il prodotto o il servizio di una start-up sulla strada giusta per il successo.

R: L’innovazione è la vera vincitrice dello scenario  SARS COVID 19. Ritiene che l’innovazione e la creatività gestiranno sempre di più la nostra vita futura?  E in che modo le aziende che hanno investito nell’innovazione hanno tratto vantaggi da questa pandemia? Può fornirci qualche esempio?

D.V.: Non direi che l’innovazione e i settori creativi siano i veri vincitori di questa crisi.
Molti imprenditori pensano che, poiché stanno innovando, possono diventare il prossimo unicorn. E questa è una delle principali ragioni per cui “Molti sono chiamati, ma pochi sono scelti” e perché la maggior parte delle start-up esce dal mercato.
Con il nostro CEO e fondatore del gruppo, Dom Einhorn, siamo fermamente convinti che la cosa più importante per una start-up non sia innovare ma che i suoi prodotti / servizi / soluzioni soddisfino un’esigenza riconosciuta. Detto questo, ci sono davvero aree di business che hanno reali possibilità di emergere; e alcune di loro richiedono necessariamente alcune innovazioni .
Possiamo citare come esempi: servizi di consegna a domicilio, telelavoro, legaltech, migrazione degli investimenti, studi epidemiologici, attività relative alla prevenzione, trasmissione e controllo dell’infezione o qualsiasi sfida globale post-crisi.

R:  Che tipo di società pensa sopravviverà dopo il lockdown e, se conosce il dato, quante aziende in Francia corrono il rischio di chiudere le loro attività?

D.V.: È più facile parlare delle aziende che soffriranno maggiormente.
L’industria dei viaggi d’affari, o il turismo, per esempio, saranno gravemente compromesse e c’è il rischio che possano crollare del tutto.
Per quanto riguarda i fallimenti aziendali, aumenteranno del 25% a livello globale. In Francia, la cifra potrebbe essere del 15%.

Una cosa è certa: le società che sopravviveranno avranno bisogno di un eccellente controllo del flusso di cassa.

R: Lei investe in start up. Il rischio legato all’investimento in questo periodo è in aumento. In questo momento, quale tipo di società può essere più attrattiva e sicura in un’ottica di ritorno degli investimenti e di prospettiva di guadagni crescenti?

D.V.:Abbiamo avviato 4 progetti dall’inizio della crisi COVID 19.
Aspetta un po ‘e ne saprai di più.

R:  Quali sono le 5 caratteristiche che gli imprenditori devono avere per essere resilienti in uno scenario post pandemico?

D.V.:  1. Evitare di adottare un atteggiamento pessimista e da sconfitto;
2. Rivedere i propri obiettivi;
3. Adattarsi al cambiamento;
4. Garantirsi un cash – flow;
5. Essere umili.

R:  Lei è un incubatore e un acceleratore di start up. Cosa ne pensa di una zona economica speciale per consentire alle aziende di ridurre le loro tasse, ridurre la burocrazia ed espandere le infrastrutture logistiche per attirare gli investitori e salvaguardare la produzione interna favorendo le esportazioni?

D.V.: Sarebbe un’ottima cosa se  tutte le parti coinvolte, Governi inclusi, svolgessero il proprio ruolo.

Ringraziamo il Dott. Vignon per aver condiviso con noi la sua esperienza e le sue osservazioni. Certamente la pandemia che stiamo vivendo fungerà un pò da falce per molte start up in Italia e nel mondo ma potrà essere anche uno straordinario trampolino di lancio per quelle realtà che si posizioneranno in quei settori in grado di intercettare esigenze specifiche e nuove che richiedono senz’altro grande preparazione e dinamicità. Senz’altro la formazione e l’investimento in ricerca e sviluppo costituiscono la variabile di successo di un sistema economico per cui, da ora in avanti, sarà necessario modificare scelte strategiche di programmazione finanziaria in un’ottica innovative – oriented. Una bella sfida.

Vi diamo appuntamento al prossimo caffè virtuale che ci riporterà in Italia.

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Sostegno alle start up innovative. La circolare Smart&Start targata MISE.

Con la  Circolare 16 dicembre 2019, n. 439196 il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito e specificato i criteri e le modalità di concessione delle agevolazioni riconosciute alle start up innovative, nell’intero territorio italiano. Esse sono erogate sotto forma di aiuto per la loro nascita e per il  loro sviluppo. Sono regolate dal decreto del Ministero dello sviluppo economico 24 settembre 2014, successivamente  modificato e integrato dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 30 agosto 2019.

In particolare, per una più facile comprensione da parte del lettore, delle previsioni inserite nella suddetta circolare, affronteremo separatamente ciascuna specificazione.

 

Quali requisiti devono avere i piani di sviluppo presentati le start up ai fini dell’eventuale concessione delle agevolazioni previste dal  decreto?

Sono ammesse a presentare domanda quelle start-up innovative:

  1. costituite con meno di 60 mesi di vita rispetto alla data di richiesta di agevolazione;
  2. di dimensioni piccole;
  3. che abbiano la loro sede legale e operativa nel territorio nazionale o, per quelle con sede legale all’estero, purché alla data di richiesta della prima erogazione dell’agevolazione siano iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese e abbiano almeno una sede operativa sul territorio italiano.               Le imprese,  fra le altre statuizioni dell’art. 4.3 della circolare considerata, non devono essere già beneficiarie di contributi/agevolazioni pubbliche; non averne ottenuti in tempi precedenti e bloccati dalla Commissione europea in quanto illegali e/o incompatibili; non essere interessate da procedure concorsuali; essere in regola con la normativa ambientale, urbanistica, di sicurezza sul lavoro ed essere in regime di contabilità ordinaria;
  4. tutte le persone fisiche che sono intenzionate ad impiantare una start-up innovativa, siano esse italiane o straniere ( in quest’ultimo caso devono possedere il visto start-up), purché l’impresa sia formalmente costituita entro e non oltre trenta giorni dalla ricezione della comunicazione di ammissione alle agevolazioni e che entro il medesimo termine inoltri domanda di iscrizione al Registro delle imprese sia nella sezione ordinaria sia in quella speciale, pena la decadenza della domanda di ammissione stessa.

 

Quali settori sono ritenuti innovativi e, dunque, meritevoli di sostegno finanziario?

Si tratta essenzialmente di settori che presentino anche contemporaneamente le seguenti caratteristiche:

  1.  si distinguono per un importante contenuto tecnologico ed innovativo. Si tratta, in buona sostanza di tutte quelle soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive che si differenziano per novità rispetto al mercato in cui l’impresa richiedente opera, anche in materia di impatto ambientale; determinano un allargamento della fascia di mercato in cui operano; aumentano il benessere del cliente ovvero accolgono e soddisfano nuovi bisogni; propongono soluzioni innovative di business anche in chiave di benessere sociale ed ambientale;
  2. puntano allo sviluppo di prodotti, servizi e/o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things. In particolare, il riferimento è a quei piani d’impresa che implementino nuovi modelli di business tali da indurre un miglioramento nell’efficienza gestionale, organizzativa o produttiva;
  3. vengono messi in atto per esaltare la valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata. Si tratta, in tal caso, dei risultati brevettati di progetti, studi e ricerche effettuati da soggetti sia pubblici sia privati in possesso di know- how, titoli e/o qualifiche idonei.

 

Quali spese sono ammissibili ai fini dell’ottenimento delle agevolazioni?

In base ai piani d’impresa redatti secondo gli ambiti applicativi precedentemente descritti, sono ritenute ammissibili le spese relative a:

  •  immobilizzazioni materiali. Si tratta di impianti, macchinari e attrezzature di tipo tecnologico/tecnico-scientifico, nuovi, collegati funzionalmente all’attività d’impresa, singolarmente identificabili e nel possesso ed uso esclusivo dell’azienda agevolata;
  •  immobilizzazioni immateriali. In questo caso ci si riferisce ai brevetti, alle licenze e ai marchi, alle certificazioni, al know-how ed a tutte quelle conoscenze tecniche, anche non brevettate, necessarie all’attività d’impresa, connesse alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  •  tutti quei servizi direttamente collegati alle esigenze di produzione dell’impresa e, contemporaneamente, in grado di realizzare il piano d’impresa. Parliamo, dunque, di costi di progettazione e di sviluppo di nuove architetture informatiche e produttive. Rientrano in questa categoria, fra le altre, le consulenze specialistiche tecnologiche nonché tutti i servizi forniti da incubatori e acceleratori d’impresa.
  •  il personale dipendente e i collaboratori a qualsiasi titolo nella misura in cui contribuiscono alla realizzazione del piano d’impresa.

 

Come e quando presentare le domande di agevolazione?

Le domande per ottenere le agevolazioni descritte dalla circolare in esame, assieme ai piani d’impresa, si possono presentare a partire dal 20 gennaio 2020. Ogni domanda presentata prima di tale termine iniziale non verrà presa in considerazione. Ogni richiesta di agevolazione deve essere:

– redatta in lingua italiana,

– compilata attraverso la piattaforma  https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/smartstart-italia/modulistica nei modi e attraverso gli schemi messi a disposizione da Invitalia sul suo sito internet;

– firmata digitalmente dal legale rappresentante se si tratta di società; dalla persona fisica proponente in caso di costituenda impresa;

– supportata da tutta la documentazione richiesta.

 

Come verranno gestite le domande di agevolazione?

Le domande di agevolazione presentate sulla piattaforma Invitalia verranno istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione, sulla base del numero di protocollo elettronico attribuito dal sistema. In tale fase verranno esaminati i requisiti di ammissibilità e le cause di esclusione. Sempre in questa fase verrà affrontato anche un controllo di merito sui piani d’impresa istruiti, consistente nell’accertamento delle competenze organizzative, tecniche e gestionali, del potenziale innovativo del piano d’impresa presentato e la sostenibilità economica nonché la fattibilità tecnologica ed operativa del progetto stesso.

Una volta terminata la fase istruttoria, il gestore della procedura adotterà una decisione di ammissibilità o di inammissibilità. Nel caso di accoglimento della domanda di agevolazione si provvederà a richiedere la documentazione propedeutica alla stipula del contratto di finanziamento che dovrà  pervenire entro trenta giorni dalla data di ricezione della comunicazione di ammissione. Sempre l’ente gestore stabilirà l’importo concesso e i tempi di erogazione.

Nel caso in cui i piani d’impresa non posseggano i requisiti di ammissione Invitalia, tramite posta certificata  comunicherà i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza. Avverso tale comunicazione, e sempre tramite PEC,  è ammessa controdeduzione entro 10 giorni dal ricevimento del diniego.

 

Qual è l’importo erogabile e in che modalità viene concesso?

I piani d’impresa presentati devono prevedere, spese di importo compreso tra un minimo di 100.000 euro ed un massimo di un milione e mezzo di euro. Sono ricomprese all’interno di tale cifra le spese riconducibili alle esigenze di capitale circolante netto.

Alle start up innovative ammesse viene concesso un finanziamento agevolato decennale, a tasso zero, sottoforma di sovvenzione rimborsabile, per un importo pari all’80% delle spese ammissibili descritte precedentemente. Il piano di rimborso rispetta un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate, (31 maggio – 30 novembre di ogni anno), dopo 12 mesi a decorrere dall’erogazione dell’ultima quota dell’agevolazione.  Le agevolazioni concesse, è bene sottolinearlo, non sono assistite da forme di garanzia.

Discorso diverso viene fatto per le start-up innovative localizzate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In questo caso l’impresa agevolata dovrà restituire il finanziamento solo in parte, per un ammontare pari al 70%  dell’importo concesso calcolato sulla base delle spese ammissibili. In buona sostanza per queste Regione la quota non soggetta a rimborso si connota come un vero e proprio contributo all’impresa.

Nel caso di start-up innovative che alla data di presentazione della domanda di agevolazione, siano interamente costituite da giovani di età non superiore ai 35 anni e/o da donne, o che prevedano la presenza di almeno un esperto, che abbia un titolo di dottore di ricerca o equivalente da non più di 6 anni e impegnato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio, l’importo del finanziamento agevolato è pari al 90% delle spese ammissibili.

Inoltre, alle imprese che alla data di presentazione della domanda di agevolazione risultino costituite da meno di un anno, sono concessi servizi di tutoraggio tecnico-gestionale. Tale attività di mentorship è quantificabile fino ad un massimo di euro 15.000 per le imprese situate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia; di 7.500 per tutte le altre imprese situate sul restante territorio nazionale.

L’impresa ammessa alla procedura di agevolazione, può richiedere l’erogazione del finanziamento in massimo cinque stati di avanzamento lavori ed ogni richiesta di erogazione deve essere di importo non inferiore al 10% dell’investimento complessivo ammesso. Fa eccezione la richiesta di erogazione del saldo delle agevolazioni, che può essere presentata per l’importo residuo dell’investimento ammesso.

Naturalmente, è fondamentale che vi sia un’attività di rendicontazione dello stato di  avanzamento dei lavori, comprovato dalla presentazione dei titoli di spesa e dalle  ricevute quietanziate di pagamento.

Tutti i pagamenti associabili alla richiesta di contributo devono essere effettuati esclusivamente mediante assegni nominativi non trasferibili, bonifici bancari o postali, ricevute bancarie, carte di debito e di credito. Tutti i conti correnti e gli altri strumenti di pagamento devono essere intestati alla società beneficiaria. Il soggetto beneficiario è tenuto ad assicurare la tracciabilità del pagamento, anche attraverso l’indicazione nella causale di pagamento, ove possibile in funzione dello strumento di pagamento prescelto, del CUP (Codice Unico progetto) assegnato al piano d’impresa agevolato o, nelle more dell’ottenimento dello stesso, della misura agevolativa “Smart &Start Italia”, unitamente a un richiamo al titolo di spesa oggetto del pagamento.

 

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