Articoli

Bando MIBACT Tax credit cinematografico e contributi selettivi: categorie, importi, domande, soggetti

Il Ministero dei beni e delle attività culturali ha appena pubblicato il bando per la concessione di contributi selettivi per la scrittura, lo sviluppo e la pre-produzione, la produzione di opere cinematografiche e audiovisive per  l ‘anno 2020.

Le categorie di opere ammesse a concorrere alla concessione di tale forma di beneficio per quest’anno sono:

a. la scrittura di sceneggiature originali ovvero tratte da altra opera non audiovisiva protetta ai sensi della legge sul diritto d’autore, e dalle quali sia possibile realizzare opere cinematografiche, televisive e web;

b. lo sviluppo e pre-produzione di opere cinematografiche, televisive e web;

c. la produzione di opere cinematografiche, di animazione, di documentario e di cortometraggio.

Gli importi messi a disposizione del Ministero per tale tipo di intervento per l’anno 2020 ammontano, rispettivamente, ad € 1.000.000 per le opere di cui alla lettera a); € 2.700.000 per le opere di cui alla lettera b) ed € 24.600.000 per quelle di cui alla lettera c).

 

Le domande per la prima delle tre sessioni previste per quest’anno vanno presentate dal 15 al 31 luglio 2020 a mezzo dell’apposita piattaforma DGCOL.

 

Le richieste di contributo in regola con la documentazione richiesta saranno valutate dagli esperti incaricati di valutare i singoli progetti sulla base dei criteri e dei parametri previsti nelle tabelle allegate al bando. Gli esperti provvederanno altresì ad attribuire i relativi punteggi, a stilare le graduatorie per ciascuna linea d’intervento e ad indicare la misura del contributo assegnato.

 

I soggetti che possono presentare richiesta di contributo sono:

  • per la scrittura di sceneggiature originali, con contenuto narrativo di finzione ovvero documentaristico, i cittadini maggiorenni italiani ovvero di altro Paese dello Spazio Economico Europeo e fiscalmente residenti in Italia, che non siano titolari, soci, amministratori ovvero legali rappresentanti di imprese di produzione audiovisiva ovvero distribuzione audiovisiva ovvero di imprese fornitrici di servizi media audiovisivi;
  • per lo sviluppo e la pre-produzione di opere cinematografiche, televisive e web, con contenuto narrativo di finzione ovvero documentaristico, le imprese cinematografiche e audiovisive italiane, anche in forma associata, ovvero operanti nell’ambito di un rapporto di coproduzione internazionale, di compartecipazione internazionale o di produzione internazionale, nonché le reti di imprese cinematografiche e audiovisive, purchè aventi sede legale nello Spazio Economico Europeo e soggetti a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una stabile organizzazione in Italia, cui sia riconducibile l’opera audiovisiva cui è correlato il beneficio e qualificabili come produttori indipendenti;
  • per la produzione di opere cinematografiche e di opere audiovisive di animazione, di documentario e di cortometraggio, le imprese cinematografiche e audiovisive italiane, anche in forma associata, ovvero le imprese cinematografiche e audiovisive italiane nell’ambito di un rapporto di coproduzione internazionale, di compartecipazione internazionale o di produzione internazionale, nonché le reti di imprese cinematografiche e audiovisiveaventi sede legale nello Spazio Economico Europeo e soggette a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una stabile organizzazione in Italia, cui sia riconducibile l’opera audiovisiva cui è correlato il beneficio, che siano in possesso dei diritti di elaborazione a carattere creativo sulla sceneggiatura, il soggetto, il trattamento ovvero altro materiale artistico finalizzato alla realizzazione dell’opera cinematografica ovvero audiovisiva.

 

La RALIAN, in forza del proprio exprertise in materia di tax credit e di contributi a sostegno dei soggetti operanti nel settore cultura, offre la propria consulenza a coloro che ritengano di avere i requisiti per l’ottenimento di questo importante beneficio. In questa ottica, la nostra società può offrire un’assistenza completa e continuata, che inizia con la verifica – a titolo gratuito – dell’esistenza dei requisiti della presentazione dellesingole domande e che si articola poi, nel caso di esistenza dei requisiti per la presentazione della domanda, nell’iscrizione e gestione dell’anagrafica del portale della DGCA, sino alla presentazione,in caso di ammissione al contributo, delle istanze di acconto e saldo. Ogni fase verrà preceduta da un conferimento di incarico, con presentazione di preventivi dei costi da sostenere chiari e tailorizzati in base alle esigenze del singolo cliente e, soprattutto, ancorati nel loro ammontare al positivo risultato di ogni singola fase di intervento.   

 

Per ogni richiesta in merito, contattateci al 348 19 40 700 o al 338 65 40 088 oppure inviateci un e-mail a:

info@ralianconsultancy.com

Ciak! Motore, Azione! Bando contributi selettivi per l’audiovisivo per il 2020.

Siamo pronti per aiutare il settore audiovisivo e cinematografico ad ottenere i contributi selettivi ed il tax credit previsti dal MIBACT nel bando ministeriale appena emanato. 

Hai una sceneggiatura da trasformare in cortometraggio o lungometraggio? Vuoi realizzare un documentario? Vuoi realizzare uno spot promozionale per il tuo territorio? Vuoi veicolare contenuti multimediali originali sul web? Stai lavorando ad un’opera prima, sei un regista esordiente? Sei una casa di produzione cinematografica, italiana, europea o extraeuropea o un produttore indipendente? Sei un canale di distribuzione o un fornitore di hosting? Stai producendo una serie di animazione?

Noi possiamo aiutarti ad ottenere contributi per le tue sceneggiature e sgravi fiscali per la tua opera. Ti chiediamo però di non esitare a contattarci perché le domande possono essere presentate  entro e non oltre il 31 luglio p.v.

La nostra società di consulenza offre un servizio completo in questo settore, con una grande competenza e professionalità che permette al nostro cliente di essere seguito in ogni fase del progetto. 

Visita la nostra sezione “Servizi”. Contattaci e saremo a tua completa disposizione.

Un caffè virtuale con Riccardo Fuochi, illustre protagonista della logistica luxury italiana ed internazionale.

Ci siamo fermati a Milano, questa volta per parlare di un altro tema fondamentale per la ripresa, sempre davanti ad un caffè virtuale da consumare mentre chiacchieriamo con un altro illustre ospite. Abbiamo voluto riservare uno spazio di conversazione su uno dei cluster fondamentali della vita economica italiana: la cultura e l’arte, simboli indiscussi di un Paese, il nostro, che vanta un primato assoluto per storia, per reperti, per illustri artisti e geni indiscussi che tutto il mondo ci invidia. Non esageriamo se diciamo che più della metà delle opere d’arte esposte nei musei di tutto il mondo sono attribuite ad artisti italiani.

La cultura, nel nostro Sistema Paese, incide per circa il 6% sul PIL. Il settore, non è certamente una scoperta, è un volano straordinario per gli altri comparti produttivi ad esso collegati e soprattutto è uno dei fattori chiave nell’attrazione dei turisti da ogni angolo del mondo.

A livello internazionale, viene riconosciuto all’Italia un primato e la movimentazione di turisti stranieri che ogni anno scelgono di fruire dei nostri beni artistici, di visitare le nostre città d’arte, i nostri luoghi di cultura, ne è la dimostrazione incontrovertibile. Il nostro valore aggiunto non si ferma solo a questo. Siamo un vero e proprio museo a cielo aperto, uno scenario naturale in grado di catapultare il visitatore in ogni epoca storica. Potremmo definire l’Italia una “Zona Culturale Speciale” alla quale manca un riconoscimento ufficiale che tenga conto delle potenzialità enormi del sistema in grado di “boostizzare “il sistema economico, combinando con efficienza defiscalizzazione e patrimonio artistico in dotazione. Dove, se non nella nostra bella Italia, ribadiamo a tutti gli effetti definibile come una zona culturale speciale, è possibile trarre dalla cultura, dalla storia del patrimonio artistico ereditato, dai paesaggi mozzafiato, dalla cultura enogastronomica patrimonio UNESCO, vantaggi economici diretti ed indotti con politiche efficienti di defiscalizzazione e deburocratizzazione? Lanciamo una provocazione che speriamo venga colta da quanti operano nel sistema culturale.  Inoltre, per stimolare l’interesse di potenziali investitori…Montecarlo, Lussemburgo, Ginevra, Singapore, Dubai. Cosa accomuna queste città? Tutte  hanno free zones per le opere d’arte che permettono di custodire, trasferire, tutelare e conservare in atmosfera protetta i patrimoni artistici di collezionisti ed investitori di tutto il mondo. Non solo. All’interno di queste free zones è possible compravendere opere d’arte e beni di valore senza applicazione di dazi doganali e imposte indirette. Certamente, è necessario che tali “zone speciali” operino nella trasparenza delle operazioni a garanzia di tutte le parti e, soprattutto, della legalità.   Altresì consentirebbe di aumentare ancor di più la professionalità dei servizi di valutazione artistica, il recupero di beni artistici dislocati in numerosi caveau (solitamente gestiti da banche) e concentrarli in un unico posto che garantisca non solo riservatezza ma anche un insieme di servizi logistici che sono essenziali per la conservazione nel tempo e nello spazio delle opere custodite. Peraltro, la direttiva 2018/843 in materia di antiriciclaggio,impone stringenti verifiche sui beneficiari effettivi del bene in modo da evitare contorte manovre che, attraverso sistemi di attribuzioni fittizie, nascondano sinistre operazioni illecite.   Il connubio fra le free zones , comprese le Zone Economiche Speciali, e la logistica in questo caso diventa la soluzione efficiente in grado di proteggere e tutelare i beni artistici e di valore senza rischi per il proprietario e senza che il valore del bene stesso si riduca per effetto di danneggiamenti o traumi da trasporto, ma esistono anche enormi vantaggi per l’intero circuito museale. Diamo il Benvenuto al nostro caffè virtuale ad un altro ospite d’eccezione conosciuto in tutto il mondo. Oggi è con noi il Dott. Riccardo Fuochi, il quale è un importante punto di riferimento nel comparto della logistic supply chain,  posizionata sul segmento luxury brand, che risulta essere essenziale nella valutazione delle opera artistiche, nel loro deposito e nella loro movimentazione.

 

RALIAN: Dott. Fuochi, lei è un istituzione nel settore della logistica, in particolare fra le tante cose, lei è presidente della OLG international sarl con sede a Chiasso e presidente dell’International Propeller Club di Milano. Di cosa si occupa la sua impresa e in cosa consiste l’attività del Propeller Club?

 

Dott. Fuochi: OLG International è una società internazionale che nasce dopo aver acquisito una lunga esperienza nel settore della logistica della moda per i principali luxury brand. La sua sede principale è a Chiasso, dove c’è un centro logistico per opere d’arte, vini pregiati e oggetti preziosi con uno sviluppo anche oltreoceano ad Hong Kong. Abbiamo sviluppato un know-how di nicchia per la logistica del lifestyle. Continuiamo ad offrire i nostri servizi a numerosi brand della moda, per cui ci occupiamo di seguirgli i progetti di interior design, visual merchandising ed eventi, e abbiamo sviluppato una struttura in grado di offrire una serie di servizi legati al mondo delle opere d’arte e degli oggetti preziosi. Seguiamo gallerie, collezionisti, artisti e case d’asta cercando di non limitarci solamente ad offrire servizi puramente logistici di trasporto e deposito, ma seguendoli in tutte le loro esigenze di imballaggio, questioni doganali e ministeriali, art handling, condition report, offriamo la possibilità di restaurare le opere presso la nostra struttura, fotografarle, mostrarle ad esperti, esporle e archiviarle in blockchain. Il Propeller è  un associazione culturale che promuove l’incontro e le relazioni tra persone che gravitano nel mondo dello shipping, dei trasporti e della logistica. Favorisce la formazione e l’aggiornamento tecnico e culturale tra tutti gli appartenenti alle categorie economiche e professionali che gravitano nel mondo dello shipping, dei trasporti e della logistica, organizzando incontri, convegni , eventi , missioni anche a livello internazionale. Tra le più importanti manifestazioni  vorrei  ricordare le Shipping Week di Genova e Napoli e Shipping Meets Industry di Milano.

 

Ralian:  La cultura è la culla dell’innovazione. Attraverso la cultura stimoliamo la creatività e grazie a quest’ultima diamo vita all’innovazione. Secondo lei, la cultura è percepita nel nostro paese come vero e proprio cluster o abbiamo ancora una visione obsoleta delle sue potenzialità moltiplicative sul sistema economico?

Dott. Fuochi: Sicuramente l’emergenza attuale è stata positiva sotto questo aspetto, ha accelerato lo sviluppo innovativo e digitale in tutti i settori, tra cui quello culturale. Sicuramente la cultura è percepita come un cluster a se stante, ma un’evoluzione è necessaria anche in questo settore per permettere di divulgare e creare progetti anche internazionali. I musei stanno realizzando dei bellissimi progetti innovativi e digitali, cosi come anche le gallerie private. Il raggio d’azione è decisamente ampio, ma da qualche parte bisogna cominciare.

 

Ralian: La creatività e l’arte, da sempre sono la forma più alta di bellezza, di espressione umana. Molto spesso  capolavori immortali sono stati ispirati da disagi umani e sociali, da situazioni di sofferenza nel corpo e nello spirito, talvolta sono stati la denuncia di un’ingiustizia, la presa di coscienza di una necessaria inversione di tendenza che ha ispirato epoche intere della nostra umanità. E’ dunque l’espressione più alta di resilienza. In questo periodo così complicato in cui si paventa una depressione economica senza precedenti, come ci può aiutare l’arte e come la si può rendere fruibile a tutti, in modo da diffondere il suo messaggio benefico e resiliente?

Dott. Fuochi: Educando le persone ad apprezzare l’arte in tutte le sue espressioni, arti visive, arti performative, teatro, cinema, musica, danza  coniugando le varie forme all’interno di percorsi, eventi, manifestazioni ed unendole alle tradizioni locali, coinvolgendo così tutta la popolazione. Tutto questo teso  anche ad un miglioramento delle condizioni di vita, nel rispetto dell’ambiente e della cultura dei singoli territori.

 

Ralian:  Di cosa ha bisogno l’Italia per far sì che il settore dell’arte, di cui il nostro Paese è la culla naturale per autori, reperti, storia, bellezza paesaggistica, ritrovi un ruolo da protagonista nel sistema economico?

Dott. Fuochi: «la cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.» [cit. Hans Georg Gadamer]

Valorizzazione. L’Italia è il Paese con la più grande concentrazione di patrimonio artistico e culturale al mondo, ma non solo quello storico e del passato che attrae ogni anno turisti da ogni dove, ma anche quello contemporaneo. Sono tantissimi i giovani che si formano ogni anno nelle nostre accademie per poter migliorare la loro espressione artistica e rompere gli schemi canonici ed essere apprezzati da chi osserva le loro opere. Sicuramente ci sono moltissime iniziative interessanti, ma si potrebbe migliorare ancora la valorizzazione e l’importanza del nostro territorio ricco di borghi, monumenti, centri storici da riqualificare e recuperare . Non c’e’ un angolo del nostro Paese da cui non emerga la bellezza, la storia, la cultura. Questo patrimonio immenso deve essere recuperato con dei provvedimenti di carattere economico e fiscale  tesi ad attrarre investimenti, anche da parte di privati, per incentivare  attività culturali, artistiche,  commerciali, realizzando delle aree che potremmo definire delle vere e proprie”zone culturali speciali”, parafrasando il concetto delle ZES.

 

Ralian: Quali sono secondo lei 5 opere d’arte che possono aiutarci a comprendere che dalle cose più brutte e complicate da affrontare può nascere la più grande bellezza?

Dott. Fuochi: Sono moltissime le opere che possono esprimere questi sentimenti. E’ insito nell’animo dell’artista ispirarsi a momenti di difficoltà per esprimere valori  di speranza e di bellezza. Potrei citare alcuni grandi capolavori come :

  1. la flagellazione di Cristo di Piero della Francesca, descrive l’ignavia cristiana di fronte all’avanzata turca precedente la caduta di Costantinopoli. La presa di  coscienza porterà all’unione di papato ed impero ed alla battaglia di Lepanto.
  2. la deposizione di Cristo di Raffaello, Atalanta respinse il figlio Grifonetto, che per insana gelosia aveva partecipato al massacro delle nozze rosse dei Baglioni di Perugia. La repressione lo portò alla morte e la mamma lo pianse e fece commemorare da Raffaello rappresentandolo come un divino giovane, che porta i piedi di Cristo morto… amore materno…
  3. strage degli innocenti,di Rubens, il riferimento alle guerre di religioni che tormentavano Anversa e le Fiandre, con migliaia di civili innocenti uccisi, viene esplicitato come follia bestiale nel capolavoro di Rubens, il cui impegno per la pace è sempre stato vivissimo
  4.  Giuditta e Oloferne di Caravaggio La vedova ebrea Giuditta decapita il generale babilonese Oloferne: le interpretazioni sono tante, ma certo è che Giuditta riluttante esegue la volontà di Dio per la liberazione del suo popolo, che si può leggere anche come vittoria della purezza, rappresentata dalla giovane e bellissima eroina, sulla forza bruta.
  5. Guernica di Picasso 1937 bombardamento tedesco della città spagnola che sconvolge l’opinione pubblica francese e porta Picasso ad esprimerne lo sdegno nel capolavoro esposto subito a Parigi all’esposizione universale, contribuendo a svegliare gli animi liberi ed a sostenere lo spirito indomito che resistette alla successiva sconfitta ed occupazione

 

Ralian: Lei si occupa di logistica. Come si coniuga questo settore con quello della cultura, dell’arte e quali sono secondo lei le best practices da prendere in considerazione per un’ottimizzazione dell’intero cluster di riferimento?

Dott. Fuochi: Vi siete mai chiesti come arrivano le opere nei musei, come avvengono i prestiti tra Paesi per le mostre? Piuttosto,, di cosa succede dal momento in cui un collezionista acquista un’opera in una galleria e finisce in casa nostra? Ecco l’anello che congiunge il settore della logistica e quello dell’arte. Noi ci occupiamo proprio di questo. Innanzitutto di creare un rapporto di fiducia con l’interlocutore – galleria/collezionista/personal assistant/banche/art advisor/artisti – e poterlo assistere in tutte le operazioni, senza lasciargli alcuna preoccupazione, ma anzi tranquillizzandolo e lavorando nella massima riservatezza. Ci occupiamo di formare le persone nel miglior modo possibile perché siano in grado di movimentare le opere d’arte e assistere i clienti: cominciamo da un controllo documentale per verificare che sia tutto in ordine o di richiedere quanto necessario, realizziamo l’imballo idoneo al trasporto, stiliamo un condition report quando ritiriamo e quando consegniamo l’opera, stipuliamo un’assicurazione, valutiamo il mezzo da utilizzare e il numero di persone necessarie per il trasporto, ci avvaliamo di un team di art handler che possa occuparsi dell’installazione. Insomma seguiamo tutti gli aspetti che permettono di trasferire le opere con la massima attenzione da un luogo all’altro.

Ringraziamo il Dott. Fuochi per aver condiviso la sua expertise con noi e per averci permesso di trarre numerosi spunti per un rilancio del settore cultura, come espresso all’inizio dell’articolo.

Ci prepariamo ad un altro caffè virtuale e vi diamo appuntamento a presto.

 

RALIAN Research & Consultancy srl

© Copyright 2020. All Rights Reserved

 

 

Un caffè virtuale con Oscar di Montigny. La gratitudine è la rivoluzione necessaria.

Questa mattina, di ritorno dalla Francia, ci fermiamo virtualmente nella dinamicissima e possente Milano dove ci aspetta un ospite eccezionale che ringraziamo sin d’ora per aver accettato di rispondere alle nostre domande.
Su cosa si fondava la nostra esistenza, non solo biologica ma anche economica, sociale, prima che il nostro sistema venisse resettato? Molto probabilmente su un concetto molto semplice, legato alle nostre radici animali: mors tua vita mea. E seppure non lo abbiamo messo in pratica volutamente, frenati da una coscienza superiore, abbiamo accettato compromessi tali da minare un equilibrio di sistema che, necessariamente, ha danneggiato la madre terra che ci ospita e molte persone che coabitano il nostro pianeta, destinandole ai margini di una società imperniata su un individualismo che non lasciava spazio all’inclusione. Era quella la normalità? Il lockdown imposto in questa pandemia ci ha permesso di riflettere su una vita personale, economica e sociale basata su un modello errato di sviluppo. Serve rivoluzionare il sistema attraverso un nuovo modo di approcciarsi all’economia e alla vita di ciascuno di noi e questo modello si basa sulla Gratitudine. E’ un argomento profondo che riesce a diventare collante per tutte le innumerevoli attività che svolgiamo all’interno del sistema economico e non solo. E’ la straordinaria rivoluzione possibile che ognuno di noi può mettere in atto per riformulare i parametri funzionali di un sistema che deve passare da inefficiente e divisivo ad efficace ed inclusivo. Attraverso il concetto di gratitudine possiamo creare benefici per noi stessi e per le imprese. Il tutto legato indissolubilmente alla sostenibilità, alla cooperazione ( che come leggeremo, non è semplicemente assenza di competizione) e a un paradigma composto da 7 P in grado di apportare effetti straordinariamente positivi a noi stessi e al sistema economico e sociale.
Affronteremo questo argomento così coinvolgente e speciale con un ospite di rango straordinario: Oscar di Montigny. Top manager di Banca Mediolanum, Keynote di successo, divulgatore e soprattutto autore di best sellers che hanno scosso le fondamenta del nostro pensiero.
Il suo ultimo libro dal titolo “Gratitudine. La rivoluzione necessaria “(sottotitolo La persona al centro, per un nuovo modello di società) è in tutte le librerie dal 12 maggio ed è già uno straordinario successo.

RALIAN – Dott. di Montigny, Lei, oltre ad essere Chief Innovation, Sustainability & Value Strategy Officer di Banca Mediolanum, è un importante esponente del panorama letterario contemporaneo. Il Suo ultimo libro dal titolo Gratitudine è stato da poco presentato e, come il fenomeno letterario de Il tempo dei nuovi eroi, è già un bestseller. Qual è il messaggio che il Suo libro vuole dare all’umanità in questo momento così difficile, in cui, a dirla tutta, sembra davvero paradossale poter essere grati per tutto ciò che abbiamo vissuto e per tutto ciò che ci aspetta da qui a qualche anno?

Di Montigny – Può sembrare paradossale solo se limitiamo l’osservazione della realtà alla sua superficie e alla contingenza. In questo caso può sembrarci normale e giusto nutrire risentimento e rabbia per i danni in termini di vite umane e di rallentamento dell’economia che questo nemico invisibile ci ha imprevedibilmente causato. Tanto quanto può sembrare del tutto lecito desiderare di ritornare quanto prima a quella normalità che avevamo prima dell’emergenza sanitaria. Tuttavia, se spostiamo di poco il nostro punto di osservazione e allarghiamo di conseguenza la visuale, abbiamo l’occasione per porci l’unica domanda che oggi come oggi può davvero segnare la svolta. Ma questa normalità che tanto ci manca, è davvero il meglio a cui vogliamo tendere? Se torniamo indietro a pochi mesi orsono giusto per ricordare quale fosse la situazione, ricorderemo che non ci trovavamo propriamente in quel che si dice un idillio: il cambiamento climatico incombeva e, ahinoi incombe tuttora, i sistemi democratici e il concetto stesso di democrazia tremavano poiché messi in discussione da fenomeni dilaganti di populismo, la vita collettiva dimostrava tutte la sue carenze e rigidità dettate da quell’inesorabile tendenza all’individualismo delle società occidentali, il mercato cambiava ad una velocità maggiore della nostra capacità di adattamento, e il tutto risultava schiacciato sotto l’acceleratore dell’innovazione tecnologica che ci teneva soggiogati a tenere il passo con la velocità facendoci perdere di vista l’orientamento verso un obiettivo condiviso per-il-Bene dell’insieme. Dunque, riformulo la domanda: siamo sicuri che è questa la normalità a cui vogliamo tornare, dopo avere testato sulla nostra pelle facendone direttamente l’esperienza, che altri modelli sociali e di pensiero sono possibili? Non è forse questa una nuova, se non l’ultima, occasione che la storia ci pone di fronte per farci cambiare? La storia ci ha messo di fronte alla necessità di adottare alcuni comportamenti impensabili solo alcune settimane fa, abbiamo imparato a lavorare da casa, a rispettare la coda e la distanza, a tutelare gli altri tutelando noi stessi, a osservare i vicini più fragili per offrire supporto. Sembra facile ma facile non è. È un ribaltamento totale di paradigma. È di per sé la più grande rivoluzione in tempi rapidissimi e senza spargimento di sangue che potessimo desiderare. Pensi solo allo smart working, una modello di cui si discute da anni e anni e che probabilmente, in assenza di necessità reale, ne avrebbe richiesti altrettanti prima di entrare in valutazione, figuriamoci per essere adottato in maniera collegiale come è appena accaduto. Twitter, solo per fare un esempio, ha già annunciato che i suoi dipendenti, se lo vogliono, potranno adottare questa modalità per sempre in futuro. Oppure pensi ai dispositivi di protezione, al pensiero e all’attitudine che c’è dietro una semplice mascherina, c’è l’attenzione all’altro, c’è la scelta di salvare l’altro per salvare noi stessi. C’è, come direbbe il mio mentore Patrizio Paoletti, la scelta di decidere che “vita tua è vita mea” a discapito di quel “mors tua, vita mea” che regolava la vita in quella normalità precedente di cui parliamo. Dunque, la mia risposta è sì, abbiamo molte ragioni per essere grati, il prossimo passo per compiere il salto evolutivo sarà quello di riconoscere la gratitudine come bussola che orienti le nostre azioni e i nostri pensieri, e di generarla negli altri avviando un flusso benefico tridimensione che io definisco Economia Sferica.

Ralian. – Lei ha appena affermato che dovremmo passare da egoismi personali e professionali ad una logica di collaborazione, di inclusione, una sorta di “win to win approach” applicato alla vita in tutte le sue sfaccettature. In questo tempo in cui, soprattutto a livello di Unione Europea è prevalso un atteggiamento di my Country first come è possibile invertire la tendenza per un benessere diffuso e duraturo?

di Montigny- Anche in questa dimensione l’evento storico che ci ha coinvolti è un’occasione di cui essere grati perché ci sta indicando, obtorto collo per alcuni paesi, quella che a mio parere era la via già piuttosto lampante anche prima dell’emergenza sanitaria, e cioè quella della coopetition. Analizzando i fatti al di là delle dichiarazioni di pura propaganda politica, i paesi che hanno per primi dovuto attraversare la prova, hanno fatto da modello a quelli dove l’ondata è arrivata dopo. Questo processo si chiama efficientamento e ci dimostra essenzialmente due cose: la prima è che tutti quei muri che ci affannavamo a costruire ancora l’anno scorso e che tenevano banco sui media e nel dibattito pubblico, non servono a nulla, anzi. La seconda è che questo è il momento per rimettere l’essere umano al centro di tutti i sistemi perché alla fin fine il sistema è uno solo: la vita sulla nostra Madre Terra. L’essenza della coopetition, che è l’integrazione tra competizione e cooperazione, è proprio la gratitudine che permette di tenere sempre a fuoco sia l’interesse del singolo sia quello dell’insieme. Provare gratitudine e suscitarla negli altri sarà la via per costruire nuovi e rivoluzionari modelli sociali, culturali e di business centrati sull’essere umano e perciò capace di realizzare una crescita armoniosa, equilibrata e inclusiva.

Ralian – Lei parla di sostenibilità, di recupero della nostra responsabilità rispetto al destino della nostra umanità. In effetti, quest’esperienza del coronavirus ha dimostrato all’essere umano quanto la natura possa addirittura trarre beneficio dalla nostra inattività (vorrei dire assenza). Cosa dobbiamo cambiare del nostro sistema di vita in una logica ispirata alla produzione e al profitto per ritornare ad essere ospiti consapevoli e responsabili del nostro Pianeta?

di Montigny – Proprio così, poiché l’arresto della mobilità e della produttività ha coinvolto a livello globale qualche miliardo di persone, è accaduto che nel mondo i livelli di inquinamento siano calati e stiano calando rapidamente. Nell’Unione europea le emissioni quotidiane si sono ridotte del 58% rispetto a prima della crisi. Negli USA, il governo stima che per il 2020 caleranno del 7,5%. Metropoli come Pechino, Los Angeles o New Delhi non hanno mai avuto nella storia recente un’aria così pulita. Alcuni dei cambiamenti più immediati in Italia sono stati visibili nelle nostre quotidianità. Un esempio su tutti è stata l’acqua dei canali a Venezia che è tornata limpida per via delle barche che da ferme non smuovono il fango dal fondale. Il tema adesso sarà quello di non accontentarci di questi effetti collaterali benefici prodotti da un trauma che ha avuto e avrà un così alto costo sociale ed economico, ma nemmeno lasciare che il dibattito politico e sociale resti focalizzato sulla minimizzazione di questi costi attraverso misure esclusivamente orientate alla ripresa produttiva tout court. Sarebbe un grave errore impostare il dibattito sulle politiche future, perdendoci uno degli aspetti fondamentali. Vorrebbe dire perderci quell’occasione epocale per il cambio di paradigma di cui dicevamo prima e che ci può portare a definire un nuovo modello di economia possibile. Se tutte le società hanno accettato misure senza precedenti come il distanziamento sociale, è auspicabile pensare che i tempi siano quelli giusti per elaborare e maturare sistemi evolutivi dell’attuale modello di sostenibilità competitiva. Produttività, stabilità, equità e ambiente, sono i quattro pilastri su cui fondare ogni comportamento umano, che sia individuale, sociale o produttivo. Dunque, più che della sola sostenibilità, io parlerei di Innovability che è la crasi tra i concetti di innovazione e di sostenibilità.

Ralian – Lei ha anche un ruolo apicale all’interno di un importante istituto bancario. Da letteratura economica il concetto di impresa, di azienda, di profitto si lega indissolubilmente ad un principio edonistico in cui la massimizzazione del risultato da raggiungere è da porsi al centro dell’attività posta in essere. Come è possibile coniugare profitto, attività finanziaria, massimizzazione degli obiettivi economico – finanziari con un approccio di purpose come Lei lo definisce nel Suo libro?

di Montigny – Credo che una delle grandi sfide del nostro futuro sia quella di trovare l’equilibrio tra essere e avere. Ovvero trovare una nuova forma di felicità. Da una parte dobbiamo trovare l’equilibrio tra essere e avere e, dall’altra, ognuno di noi, individualmente, deve trovare l’equilibrio tra ciò che è importante e che ci rende felice e ciò che non serve e che non merita la nostra ansia, perché non è più possibile basarsi solo su indicatori generici imposti dall’alto: quello che vale per te potrebbe non valere per me. Nessuno può dirti che cosa ti renderà felice: lo devi scoprire tu da solo. L’economia dovrebbe essere una disciplina che indaga ciò che è giusto e quindi in quanto tale, dovrebbe guidare la nostra società. Ogni atto che facciamo, ogni acquisto, anche banale, e ogni scelta è un atto economico. Sapersi fare le giuste domande, saper indagare la verità delle cose e saper fare tutti economia nel modo migliore, ogni giorno, è l’unica cosa che ci salverà. Serve stimolare la capacità dell’uomo di dotarsi di nuovi strumenti per vivere meglio e perseguire il bene collettivo.

Ralian – Lei parla di Economia Sferica e di Rivoluzione possibile. Ci può brevemente spiegare in cosa consistono questi concetti e come possono aiutarci in questo periodo in cui le imprese e le persone devono dar fondo a tutto il coraggio, la resilienza, la dinamicità possibili?

di Montigny – Dobbiamo partire dall’economia circolare, nata soprattutto come contrapposizione alla vecchia “economia lineare”, che è fondata su tre obiettivi guida: ridurre, riutilizzare e riciclare. Cioè realizzare lo stesso bene o servizio con un minore consumo di risorse, privilegiando quelle meno impattanti per l’ambiente; impiegare più volte lo stesso bene evitando di consumare materie prime e riducendo gli sprechi e le necessità di smaltirli e infine, quando un bene è arrivato a fine vita, recuperare la materia contenuta e trasformarla in modo da poterla riutilizzare, diminuendo gli smaltimenti e i consumi. In sintesi, l’economia circolare prevede che in tutte le fasi, dalla progettazione, alla produzione, al consumo, fino alla destinazione a fine vita, si limitino gli input di materia ed energia e gli scarti e le perdite, facendo attenzione alla prevenzione delle esternalità ambientali negative e alla realizzazione di nuovo valore sociale sul territorio. Questa tuttavia, è una soluzione d’urgenza che si muove in una dimensione piatta e bidimensionale che domani non basterà più. Credo che in un’ottica di più lungo periodo il concetto di circolarità debba sviluppare una dimensione in più, e passare al piano di economia sferica il cui modello parte dai diciassette Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite nel 2013, i Sustainable Development Goals (SDGs) che sono stati raggruppati nelle cinque “P” di Planet, Peace, People, Partnership e Prosperity, ognuna delle quali si riferisce a un sistema di scelte strategiche declinate in obiettivi nazionali. Nel modello dell’Economia Sferica le P diventano sette. Bisogna aggiungere infatti una specifica attenzione alla dimensione del profitto (Profit), che non va criminalizzato e non va inteso come sinonimo di Prosperity poiché l’una contiene l’altro ma non viceversa, e quella dell’individuo, o meglio ancora della persona (Person), senza la quale nessun vero cambiamento potrà mai essere realizzato. Si arriva così a 7 P, in cui è la P di Person a dare una nuova dimensione a tutto quanto, a fare evolvere il modello dalla circolarità alla sfericità. Un modello che si configura come una crescita non lineare né bidimensionale ma tridimensionale e quindi solida, armoniosa, equilibrata e contemporanea, quindi sferica, dei 17 SDGs. E di cui la gratitudine rappresenta l’energia vitale.

Ralian – Ci può lasciare 3 Golden Words che possono fungere da mantra nelle nostre azioni e, soprattutto, nella ripresa di una vita sociale ed economica che, a tutti gli effetti, sembra esserci stata rubata?

di Montigny – Con piacere, serviranno mente imprenditoriale, cuore sociale e anima ecologica.

 

E’ questo l’approccio che dobbiamo usare per invertire la rotta. In questa ripartenza nessuno deve rimanere indietro e attraverso questo straordinario sistema in cui l’uomo è al centro saremo in grado di coniugare progresso, sviluppo economico, sfericità, inclusione sociale e sostenibilità ambientale. La rivoluzione possibile. Quella vera.

 

Ringraziamo con tutto il cuore il dott. di Montigny per la sua straordinaria disponibilità e per l’iniezione di positività e per la profondità degli argomenti che ha voluto condividere con noi.

Milano è il simbolo della dinamicità dell’economia italiana, il capoluogo della Regione che ha pagato il più alto tributo in quest’emergenza. Stazioneremo qui e, nel prossimo appuntamento,  sempre davanti ad un caffè virtuale, parleremo di economia, logistica, cultura ed arte e lo faremo con un altro straordinario ospite.

A presto!

RALIAN Research & Consultancy srl

© Copyright 2020. All Rights reserved.

Nella foto: da sinistra Mr. Dom Einhorn e Mr. Jean Vignon, CEO e CFO di UNIQORN

Un caffè virtuale con il dott. Jean Vignon, CFO di Uniqorn, incubatore e acceleratore di start up.

Come anticipato nel precedente articolo oggi ci trasferiamo virtualmente in Francia per prendere un caffè virtuale con un imprenditore di successo. Il D.L. Rilancio (D.L.19/05/2020, n.34) ha dato spazio alle start up innovative, prevedendo all’art.38 lo stanziamento di 10 milioni di euro per la concessione  di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto finalizzate all’acquisizione di
servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative. Inoltre, sono assegnate risorse aggiuntive pari a 200 milioni di euro per l’anno 2020 al Fondo di sostegno al venture capital.

Le start up innovative possono essere la vera risorsa di un mercato maturo, possono costituire, passateci il termine, la ventata d’aria fresca che può dare vitalità nuova all’ambiente in cui operano le società già consolidate che necessitano di cavalcare l’onda dell’innovazione per operare all’interno del mercato con prodotti sempre nuovi o percepiti tali e per rispondere alle esigenze di consumatori e imprese. Inoltre, esse costituiscono il link irrinunciabile per collegare lo sviluppo tecnologico ormai lanciato ad una velocità mai registrata nell’intera storia dell’umanità, con l’insieme delle imprese che attraverso tali innovazioni possono aumentare il proprio business e consentire all’umanità intera di progredire in un’ottica di sviluppo inclusivo e sostenibile. Infine, il settore biomedico e della ricerca avanzata del settore necessitano di tecnologie in grado di raccogliere energie e soluzioni innovative vista la stretta necessità di dare risposte efficaci in un periodo di grave incertezza.

Attraverso il dott. Jean Vignon, co-founder di Uniqorn,  incubatore di start up d’oltralpe, che opera a livello internazionale, vogliamo comprendere un pò di più la realtà che stiamo vivendo e magari provando a cogliere opportunità inaspettate in uno scenario che, oggi, sembra inospitale.

RALIAN:  Dott. Vignon, lei è  Chief Financial Officer nella società UNIQORN. Di cosa si occupa la sua società e quali sono i suoi obiettivi?

Dott. Vignon: Buongiorno, sono  cofondatore e CFO di UNIQORN.
UNIQORN è il più grande incubatore-acceleratore rurale del suo genere al mondo. Situato nella Francia sud-occidentale (Sarlat-la-Canéda), la sua missione è quella di ridare la vita agli imprenditori e alle loro famiglie aiutandoli a costruire start-up tecnologiche che invertano la tendenza. Le start-up con idee commerciali che passano la fase del proof of concept (POC) sono dotate di un ecosistema completo per il successo, con accesso diretto a fonti di finanziamento garantite, rappresentanza legale e contabile di prim’ordine, accesso agli incentivi aziendali più favorevoli al mondo e, soprattutto, un acceleratore di vendite e marketing dedicato che metterà il prodotto o il servizio di una start-up sulla strada giusta per il successo.

R: L’innovazione è la vera vincitrice dello scenario  SARS COVID 19. Ritiene che l’innovazione e la creatività gestiranno sempre di più la nostra vita futura?  E in che modo le aziende che hanno investito nell’innovazione hanno tratto vantaggi da questa pandemia? Può fornirci qualche esempio?

D.V.: Non direi che l’innovazione e i settori creativi siano i veri vincitori di questa crisi.
Molti imprenditori pensano che, poiché stanno innovando, possono diventare il prossimo unicorn. E questa è una delle principali ragioni per cui “Molti sono chiamati, ma pochi sono scelti” e perché la maggior parte delle start-up esce dal mercato.
Con il nostro CEO e fondatore del gruppo, Dom Einhorn, siamo fermamente convinti che la cosa più importante per una start-up non sia innovare ma che i suoi prodotti / servizi / soluzioni soddisfino un’esigenza riconosciuta. Detto questo, ci sono davvero aree di business che hanno reali possibilità di emergere; e alcune di loro richiedono necessariamente alcune innovazioni .
Possiamo citare come esempi: servizi di consegna a domicilio, telelavoro, legaltech, migrazione degli investimenti, studi epidemiologici, attività relative alla prevenzione, trasmissione e controllo dell’infezione o qualsiasi sfida globale post-crisi.

R:  Che tipo di società pensa sopravviverà dopo il lockdown e, se conosce il dato, quante aziende in Francia corrono il rischio di chiudere le loro attività?

D.V.: È più facile parlare delle aziende che soffriranno maggiormente.
L’industria dei viaggi d’affari, o il turismo, per esempio, saranno gravemente compromesse e c’è il rischio che possano crollare del tutto.
Per quanto riguarda i fallimenti aziendali, aumenteranno del 25% a livello globale. In Francia, la cifra potrebbe essere del 15%.

Una cosa è certa: le società che sopravviveranno avranno bisogno di un eccellente controllo del flusso di cassa.

R: Lei investe in start up. Il rischio legato all’investimento in questo periodo è in aumento. In questo momento, quale tipo di società può essere più attrattiva e sicura in un’ottica di ritorno degli investimenti e di prospettiva di guadagni crescenti?

D.V.:Abbiamo avviato 4 progetti dall’inizio della crisi COVID 19.
Aspetta un po ‘e ne saprai di più.

R:  Quali sono le 5 caratteristiche che gli imprenditori devono avere per essere resilienti in uno scenario post pandemico?

D.V.:  1. Evitare di adottare un atteggiamento pessimista e da sconfitto;
2. Rivedere i propri obiettivi;
3. Adattarsi al cambiamento;
4. Garantirsi un cash – flow;
5. Essere umili.

R:  Lei è un incubatore e un acceleratore di start up. Cosa ne pensa di una zona economica speciale per consentire alle aziende di ridurre le loro tasse, ridurre la burocrazia ed espandere le infrastrutture logistiche per attirare gli investitori e salvaguardare la produzione interna favorendo le esportazioni?

D.V.: Sarebbe un’ottima cosa se  tutte le parti coinvolte, Governi inclusi, svolgessero il proprio ruolo.

Ringraziamo il Dott. Vignon per aver condiviso con noi la sua esperienza e le sue osservazioni. Certamente la pandemia che stiamo vivendo fungerà un pò da falce per molte start up in Italia e nel mondo ma potrà essere anche uno straordinario trampolino di lancio per quelle realtà che si posizioneranno in quei settori in grado di intercettare esigenze specifiche e nuove che richiedono senz’altro grande preparazione e dinamicità. Senz’altro la formazione e l’investimento in ricerca e sviluppo costituiscono la variabile di successo di un sistema economico per cui, da ora in avanti, sarà necessario modificare scelte strategiche di programmazione finanziaria in un’ottica innovative – oriented. Una bella sfida.

Vi diamo appuntamento al prossimo caffè virtuale che ci riporterà in Italia.

RALIAN Research & Consultancy srl.
© Copyright 2020. All rights reserved.

Memorandum of Understanding tra RALIAN Research & Consultancy srl e la Federazione Mondiale delle Zone Franche e delle Zone Economiche Speciali (FEMOZA)

Ieri, 19 maggio 2020, RALIAN Research & Consultancy srl ha firmato un Memorandum of Understanding con la Federazione Mondiale delle Zone Franche e delle Zone Economiche Speciali (FEMOZA)

Orgogliosi di quest’onore condividiamo la notizia con i nostri clienti e con tutti gli stakeholders, consapevoli che l’onore ricevuto ci ricopre di grande responsabilità e ci motiva ancor di più nel nostro impegno quotidiano a fornire il nostro contributo per l’implementazione di un sistema economico che attraverso strumenti di accelerazione dello sviluppo economico come Zone Economiche Speciali, Zone Logistiche Semplificate, Zone franche urbane e doganali, favorisce l’attrazione di investimenti per la crescita armonica e sostenibile di imprese, territori, Paesi.

FEMOZA, è una organizzazione non governativa sotto l’egida delle Nazioni Unite che rappresenta gli interessi delle zone franche e delle Zone economiche Speciali e che promuove la loro implementazione nel mondo. Fondata nel 1999 è la più importante organizzazione del settore, con rappresentanti in più di 225 Nazioni. Dal 2003 FEMOZA ha anche lo status di osservatore presso l’UNCTAD e l’UNIDO.

In questo momento in cui è necessario rilanciare l’economia di molti Stati del mondo, compresa l’Italia, in conseguenza della pandemia da SARS COVID 19, le free zones, in tutte le loro molteplici declinazioni, possono essere lo strumento più idoneo per rilanciare l’economia e favorire uno sviluppo duraturo e sostenibile.

Ringraziamo Mr. Juan Torrents, Chairman di FEMOZA per la fiducia dimostrata nei nostri confronti e per l’attestazione di stima che ha voluto fornirci con tale MoU.

Una stretta di mano virtuale a suggello di una collaborazione che siamo certi darà buoni frutti.

 

RALIAN Research & Consultancy srl.

© Copyright 2020  – All rights reserved.

 

La fase 2. L’Italia come Genova.

La fase due deve necessariamente passare per proposte concrete di semplificazione amministrativa, di dotazione di strumenti di accelerazione dello sviluppo economico in grado di esaltare l’imprenditorialità straordinaria che il nostro Paese ha nel suo tessuto economico. Il nostro made in Italy, il brand internazionalmente più riconosciuto necessita di un rilancio straordinario. Attraverso zone economiche speciali, zone franche doganali, zone logistiche semplificate è possibile accelerare una ripresa economica per un nuovo miracolo italiano. La defiscalizzazione accompagnata da una massiccia semplificazione, insieme ad un potenziamento infrastrutturale indispensabile sia per gli aspetti logistici sia in termini di stimolazione della spesa pubblica, spingeranno in alto i consumi e la produzione a vantaggio del nostro PIL.

Il momento di stasi forzata faccia riflettere sulla necessaria corresponsabilità e compartecipazione dei cittadini alle scelte politico – allocative dei nostri rappresentanti politici. Il modello finora usato ha fallito miseramente mortificando sanità, istruzione, cultura e innovazione, gli unici pilastri che ci hanno mantenuto in vita, pur collassando su se stessi, in questi mesi.
Non ci sarà un’altra possibilità. Si programmi con lungimiranza, si agevolino le imprese, si investa in infrastrutture, in istruzione, sanità, si esalti il ruolo sociale della cultura e della creatività, si scommetta sull’innovazione che ne deriva.
Un’attenzione particolare si riservi al turismo, il grande assente dei programmi. Il comparto genera una parte importante di PIL e distribuisce ricchezza su tutta la filiera. Non si può solo aspettare. Il comparto va sostenuto concretamente e ristrutturato anch’esso con logiche di accelerazione come avviene in altre parti del mondo (Dubai, per fare un esempio).

RALIAN sta lavorando senza sosta in queste settimane ad un programma di sviluppo che sarà fondamentale per i prossimi anni. Da qui partiremo per far sentire ancora di più la nostra voce sui temi che ci stanno a cuore. Il nostro impegno quotidiano in questi mesi è stato, è e sarà in tal senso. Siamo parte attiva nel rilancio dell’economia italiana post COVID – 19. E di questo siamo fieri e grati. Silenziosamente, caparbiamente e incessantemente.

La fotografia di Genova che mostra orgogliosa il suo ponte ricostruito sia il monito che ispiri i nostri cuori. L’Italia è lì. L’Italia non si ferma come Genova non si e’ fermata. L’Italia come Genova non si lascia sopraffare dagli eventi ma reagisce, ruggisce, si rialza, si ricostruisce, superba, fiera e orgogliosa.

Vogliamo sentire una freccia toccarci il cuore e lì nel cuore esplodere. Vogliamo sentire che “L’Italia s’è desta”, un’altra volta, davanti agli occhi del mondo, soprattutto davanti agli occhi di quella parte di mondo che ci diceva che noi italiani non ce l’avremmo fatta.

Debutocratizzare. Defiscalizzare. Investire. Rilanciare. Partecipare. Programmare. Ricominciare. Volare.